Lotta comune contro lo spreco alimentare e il cambio climatico

Lo spreco alimentare e la fame non sono connessi da un legame tanto lineare: una serie più profonda di cause, conseguenze e implicazioni rivela come l’emergenza non possa essere risolta soltanto donando il surplus ai bisognosi.

Le statistiche nude e crude non sono sempre facili da comprendere. Per questo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha prodotto un video in cui mostra le implicazioni nascoste dello spreco alimentare: effetto serra, disastri climatici, deforestazione e siccità sono le conseguenze del fatto che il 30% del raccolto globale viene sprecato. Un totale di circa 700 miliardi di danni ambientali, che condurrebbero a un’emergenza per la fame ancora più estesa. Il cambio climatico è anche una conseguenza dello spreco alimentare.

Una presa di coscienza può segnare l’inizio della lotta contro lo spreco alimentare. Può essere ulteriormente un modo in cui salvare l’ambiente. Oltre ad avanzare questo invito, il video suggerisce alcuni ottimi consigli su pratiche e gesti da introdurre facilmente nella nostra quotidianità. E’ il tempo di agire!


Orange Fiber: gli agrumi di scarto che sostengono la Sicilia

Una giovane e coraggiosa startup italiana combatte lo spreco dell’industria agrumicola attraverso una soluzione che connette l’industria alimentare a quella della moda. L’idea ha subito colpito l’opinione pubblica in Italia e, recentemente, ha raggiunto anche la corona svedese.

Il cibo può avere una seconda vita anche fuori dal piatto.

Basandosi su una profonda conoscenza dei materiali, delle tecniche e del territorio, un sempre crescente numero di aziende e startup sta avanzando proposte innovative per combattere lo spreco alimentare che non passino necessariamente dalla cucina.

Le ragazze di Orange Fiber rappresentano un esempio virtuoso di creatività e imprenditorialità di questo contesto. Il loro obiettivo è quello di connettere l’industria agrumicola italiana con la moda convertendo lo scarto di agrumi (attestato intorno alle 700.000 tonnellate) in un tessuto sostenibile e arricchito di vitamine. L’idea ha catturato sin dall’inizio l’attenzione del pubblico e delle istituzioni, tra cui il Politecnico di Milano e due business angel, che hanno fatto sì che il sogno di Adriana ed Erica prendesse vita in una startup competitiva.

Oltre alla sostenibilità ambientale, la missione di Orange Fiber si concentra sul potenziamento del territorio. La Sicilia, infatti, non è solo la terra d’origine delle due fondatrici, ma anche la location candidata per l’avviamento della produzione. Consapevoli della crisi dell’industria agrumicola e dei bassi tassi di occupazione della regione, Orange Fiber vuole concentrare tutti i suoi sforzi in direzione del territorio, sperando così di portare un impatto positivo sull’economia e la società locale.

Di recente, Orange Fiber ha vinto il Global Change Award, la gara d’innovazione lanciata dalla H&M Conscious Foundation. Grazie a un premio di 150.000 euro e un anno di supporto e formazione della stessa fondazione, insieme a Accenture e il KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, il progetto sarà sviluppato e potenziato Così da poter espandere la sua rete e crescere in scala.

Premiando Adriana ed Erica, i professionisti della moda presenti in giuria hanno esternato il loro interesse nel potenziale di Orange Fiber e in tutti i benefici che l’idea porterà all’industria della moda. Benefici di cui potrà giovare anche l’industria alimentare, l’ambiente e, soprattutto, l’isola soleggiata al profumo d’agrumi da cui tutto è iniziato.