Il futuro del food recovery è in un’app

 La battaglia contro lo spreco alimentare trova validi alleati nella tecnologia e la circular economy 

La circular economy si sta diffondendo a ritmo crescente in numerosi ambiti della vita quotidiana, e la sfera del cibo e dell’alimentazione non poteva esserne certo esente. Sono sempre più numerose le aziende e le start up che propongono soluzioni per trasformare il surplus alimentare in risorsa utile per la comunità, partendo dall’assunto che quel che è normalmente considerato uno scarto può essere non solo reintrodotto in un circolo virtuoso di consumazione, ma può anche rappresentare un proficuo introito per le imprese. Sicuramente un gran vantaggio da aggiungere alla già lunga lista di benefici del recupero alimentare.

In questo senso, la tecnologia apporta un significativo contributo nel rendere tutti questi servizi e iniziative accessibili a chiunque. E quando diciamo chiunque, non stiamo solo parlando di qualunque consumatore: seguendo la stessa logica inclusiva della circular economy, la cerchia dei fruitori include anche produttori, distributori e ristoratori.

A questo punto penseremmo subito a intricati quanto inaccessibili algoritmi e hardware, ma connettere questo esteso gruppo di utenti è meno complicato di quanto potremmo immaginare: non basta che un tocco. Una delle innovazioni tecnologiche più accessibili e semplici da usare a sostegno del recupero alimentare, infatti, è quella offerta dalle app, device prediletto dei giovani imprenditori che scelgono di mettere in pratica la propria idea e renderla fruibile.

E’ il caso del team finlandese di ResQ-club, che permette ai ristoranti di vendere i loro preparati in eccesso a prezzi ridotti -evitando così di buttarli via. Partendo dalla geolocalizzazione dell’utente, l’app può indicare quali sono i ristoranti più vicini e cosa stanno vendendo a fine giornata. ResQ-club è attiva in numerose città del Nord Europa e da Gennaio 2016 ha recuperato oltre 25.000kg di cibo dal destino della discarica.

Esempio simile è quello del team danese di Too Good To Go, la cui app connette i ristoranti che vogliono vendere le pietanze invendute ai consumatori. L’app ha riscontrato sin dal suo lancio un successo internazionale, approdando così oltre i confini della Danimarca e raggiungendo Germania, Francia, Regno Unito e Norvegia. Al momento conta 550.000 user in giro per l’Europa e vanta più di 8.500 pasti recuperati.

Sono numerosi, inoltre, gli strumenti che corrono in soccorso della beneficenza. Food Cowboy, per esempio, è l’app sviluppata in Texas che permette alle organizzazioni di carità di ritirare interi pallet e confezioni di cibo rifiutati dai magazzini della grande distribuzione organizzata.

Data per scontata la permeazione della tecnologia nella nostra quotidianità, la fruibilità e accessibilità di questi device non può che garantire un numero sempre crescente di user da diverse realtà, e supportare in maniera significativa la lotta contro lo spreco alimentare.

Photo credits: Too Good To Go


Yedi talk: testimonianze e idee ad alto impatto sociale convergono a Istanbul

 Con 14 relatori e più di 300 partecipanti, la conferenza gastronomica di Istanbul ha aperto una finestra sul dialogo e la collaborazione tra diversi attori dell’inclusione sociale, la gastronomia e la beneficenza. 

#giveback. Questo il tema che ha raccolto i relatori dell’ultimo Yedi, la food conference tenutasi a Istanbul lo scorso 6 Novembre. Una shortlist di personalità di spicco provenienti dalla Turchia, così come da tutto il mondo, si è avvicendata sul palco della conferenza per condividere esperienze, storie e missioni con cui sono riusciti, letteralmente, a “restituirsi” alla comunità e al pianeta.

 

Tra questi spiccano Defne Koryuek, fondatrice della condotta Slow Food Fikir Sahibi Damaklar di Istanbul, che ha raccontato del suo lavoro di promozione dei prodotti e delle tradizioni culinarie locali come risorsa essenziale per le comunità. Ebru Baybara, la cui impresa sociale punta a creare piccole attività commerciali nel Sud Est della Turchia, così da permettere alle donne di Mardin di costruirsi un futuro nella loro città di provenienza. Alberto Crisci del The Clink Charity, che in cooperazione con il Her Majesty’s Prison Service cerca di rompere il circolo vizioso del crimine, aiutando i prigionieri ad acquisire competenze con cui reinserirsi nel mondo del lavoro.

Sulla tematica dello spreco alimentare, importanti sono stati i contributi di Arash Derambarsh, politico francese che ha contribuito alla promozione della legge sul recupero alimentare in Francia, e Ronni Kahn della Oz Harvest Foundation, che lavora per convergere il surplus alimentare verso enti di carità per tutta l’Australia.

 

Altri contributi rilevanti dalla gastronomia, l’attivismo sociale e la beneficenza sono arrivati dalle voci di Ayşe Tükrükçü del progetto The Soup Kitchen for the Homeless; Sasha Correa dal Basque Culinary Center; Jock Zonfrillo dall’Orana Foundation; Karyn Thomas dal Small Projects Istanbul; Deniz Ova dell’ IKSV (Istanbul Foundation for Culture and Arts); l’attore Mert Firat del İhtiyaç Haritası (Map of Needs); Lars Charas dell’Organizzazione Feeding Good, e Yörük Kurtaran, fondatore del Sivil Toplum için Destek Vakfı (Civil Society Support Foundation).

Massimo Bottura, fondatore di Food for Soul, ha portato la sua testimonianza sul Refettorio Gastromotiva di Rio de Janeiro, sottolineando l’impatto che la mensa comunitaria ha avuto sulla città, così come sulla sua stessa associazione ONLUS. Grazie al progetto in Brasile, infatti, Food for Soul ha varcato per la prima volta i confini nazionali.

La conferenza Yedi ha rappresentato un’altra evidente occasione di convergenza di vari attori da progetti di inclusione sociale, recupero alimentare, beneficenza e solidarietà, per incoraggiarli a conoscersi e contaminarsi a vicenda. Eventi del genere non possono che confermare il potere della collaborazione, così come quello dell’impatto sulle comunità che possa conseguirne subito dopo.

 


Dispensa #6 sostiene Food for Soul

 Il sesto numero della foodzine italiana, in uscita il 19 Ottobre, sostiene Food for Soul: per ogni copia venduta, 1 euro sarà devoluto all’Associazione ONLUS. Tra le storie incluse nell’ultima uscita, anche un racconto dei progetti Food for Soul di Bologna e Rio de Janeiro 

Ceci n’est pas un magazine di cucina. O almeno, non nell’ottica in cui siamo abituati a immaginare la solita rivista che intervalla ricette a recensioni di prodotti e ristoranti. Dispensa -generi alimentari e generi umani- è un bookazine indipendente che raccoglie storie, parole e immagini provenienti dal mondo del cibo, con gli occhi del cibo stesso. Menzionato anche dal Monocle Guide to Drinking and Dining, Dispensa si afferma come un progetto unico nello scenario contemporaneo dell’editoria e del food writing. Il semestrale fondato e diretto da Martina Liverani arriva con la sesta uscita al suo terzo anno di vita, e si prepara a varcare i confini nazionali: per la prima volta, infatti, verrà distribuito anche all’estero.

Dispensa sosterrà l’Associazione ONLUS fondata da Massimo Bottura devolvendo 1 euro per ogni copia del sesto numero venduta. Un’iniziativa di cuore e di pancia, che contribuisce generosamente alla campagna di raccolta fondi di Food for Soul e che incoraggia a continuare a sognare e lavorare sui progetti 2017.

Il tema da cui prende vita l’ultimo numero è la musica, declinato in salse e protagonisti diversi da ogni autore. Tra loro anche Cristina Reni, project manager di Food for Soul, che racconta a ritmo carioca il progetto del Refettorio Gastromotiva di Rio de Janeiro, e sulle note dello Zecchino d’oro, il progetto in collaborazione con Antoniano Onlus per l’apertura serale della Mensa Padre Ernesto di Bologna.

La scelta di Food for Soul di raccontare e raccontarsi a Dispensa nasce dalla compatibilità dei valori di bellezza ed estetica, ma anche quello del riuso: il magazine infatti è stampato su carta prodotta da scarti di cibo. Una collaborazione che promuove la stessa missione, pur da ambienti diversi, sottolinea la necessità di guardare al mondo del cibo e del nutrimento in una concezione olistica e comprensiva, che possa mirare allo sviluppo e alla diffusione di un vero e proprio messaggio culturale.

E’ possibile acquistare Dispensa sullo shop online o presso i distributori presenti in questo elenco.


Refettorio Gastromotiva oltre le Olimpiadi

 Sin dal 9 Agosto, giorno della sua apertura, Refettorio Gastromotiva ha accolto chef, studenti e volontari, alla pari di senzatetto e bisognosi della comunità di Rio de Janeiro. Giorno dopo giorno, la mensa è cresciuta fino a diventare parte integrante del quartiere di Lapa; si conferma il suo operato anche dopo la chiusura delle Paralimpiadi, quando la struttura funzionerà sia come scuola culinaria che come mensa per poveri. 

Lo scorso dicembre 2015, Refettorio Gastromotiva non era altro che un sogno. Con la determinazione di Gastromotiva e del suo fondatore David Hertz, quella dell’associazione Food for Soul e di Massimo Bottura, e la preziosa collaborazione della giornalista brasiliana Alexandra Forbes, il sogno si è trasformato in un’idea. Il progetto ha poi trovato uno spazio fisico nella generosa donazione della città di Rio, e una struttura ideata e costruita da un collettivo di entusiastici architetti. Sono state erette le pareti e lo spazio si è andato via via a completare con una cucina, un tetto, luci e persone. Grazie a un team proattivo e incoraggianti partner e sostenitori, Refettorio Gastromotiva è diventato una mensa comunitaria attiva e funzionante in meno di 55 giorni di lavori di costruzione, e ha servito pasti caldi sin dal giorno di apertura. Dal momento in cui il camion di beni alimentari arriva fin quando le porte chiudono alla sera, il progetto è andato man mano a definirsi come risultato dell’interazione degli studenti di Gastromotiva e la partecipazione generosa degli chef internazionali che sono venuti a trovarci per cucinare, insegnare e condividere con noi le loro esperienze di vita.

Ma il meglio deve ancora venire. Refettorio Gastromotiva continuerà a lavorare anche dopo la chiusura delle Olimpiadi e Paralimpiadi come lascito dei Giochi. Forti della loro decennale esperienza a contatto con la comunità locale, l’associazione Gastromotiva estenderà al Refettorio il noto movimento di Gastronomia Sociale. Più che la sola continuità del progetto, Gastromotiva ne garantirà l’evoluzione da mensa per poveri a risorsa comunitaria e impresa sociale ampliando la gamma delle attività. Questo farà sì che più fasce della comunità, oltre alla fascia svantaggiata, vengano coinvolte nel progetto. A novembre, Refettorio Gastromotiva aprirà le sue porte anche al pubblico, offrendo una formula per pranzo il cui prezzo andrà a coprire le cene gratuite, ancora dedicate ai bisognosi.

Nel suo primo mese di vita, Refettorio Gastromotiva si è affermato come incubatore di educazione e responsabilizzazione sociale, e arricchirà presto la sua offerta con corsi di cucina professionali e workshop antispreco sull’uso integrale del cibo. Si profila quindi un’opportunità per affrontare la problematica cruciale del nutrimento in un quartiere economicamente svantaggiato, ponendo enfasi sull’alimentazione salutare e nutriente.

Come sarà il pasto del futuro?
Sarà sostenibile, salutare? Sarà accessibile a molti?
Queste sono le domande a cui Refettorio Gastromotiva sta cercando una risposta attraverso l’azione quotidiana, il lavoro costante volto ad apportare un impatto positivo sul nutrimento del corpo e dell’anima, rivolto non solo all’uomo in quanto individuo ma all’intera comunità.

Questo è ciò che Refettorio Gastromotiva è oggi. Questo è ciò che Refettorio Gastromotiva sarà domani.

 

photo credits: Angelo Dal Bo


Via al countdown: RefettoRio Gastromotiva sta per diventare realtà

 Cemento, gru e squadre in cantiere stanno dando forma al sogno di Gastromotiva e Food for Soul. La nuova mensa aprirà le sue porte durante i Giochi Olimpici nell’effervescente città di Rio de Janeiro. 

Dopo l’arricchente esperienza del Refettorio Ambrosiano, dove il team e gli ex studenti di Gastromotiva hanno cucinato per i senzatetto della città di Milano, il fondatore dell’organizzazione brasiliana David Hertz ha deciso di esportare oltremare il modello della mensa comunitaria. Chef, designer, sponsor tecnici e finanziari hanno risposto all’appello e si sono uniti al progetto.

Per Food for Soul, il progetto a Rio costituisce un’occasione unica per espandere la propria visione e operare su scala internazionale. Grazie al supporto finanziario di Pastificio Di Martino, Grundig, San Pellegrino e Pastificio Felicetti e il supporto tecnico di Carpigiani e Giblor’s, l’associazione fondata da Massimo Bottura valicherà per la prima volta i confini italiani per approdare in Brasile. La sinergia creatasi tra le competenze di Food for Soul e la conoscenza decennale della realtà locale di Gastromotiva, assieme al prezioso contributo della giornalista Alexandra Forbes, sarà fondamentale per dimostrare come le comunità possano rafforzarsi attraverso la lotta contro lo spreco alimentare e la fame.

RefettoRio Gastromotiva si ergerà in uno spazio di 300m2 donato dal comune di Rio de Janeiro nel quartiere Lapa, cuore pulsante della città. Rua de Lapa 108 ospiterà la nuova mensa i cui progetti strutturali sono stati forniti da Metro Architecture. L’artista Vik Muniz e i designer Humberto e Fernando Campana, inoltre, stanno lavorando per rendere il RefettoRio un luogo accogliente, bello e inclusivo da cui l’intera comunità può trarre ispirazione. Molti chef brasiliani e internazionali hanno già risposto all’appello per cucinare pasti nutrienti e sani dal surplus alimentare proveniente dal Villaggio Olimpico. 

RefettoRio deriva dal latino reficere, che significa “rifare” ma anche “ristorare”; è anche il luogo in cui i monaci mangiavano insieme e condividevano il pasto quotidiano. Risalendo all’essenza della parola, RefettoRio Gastromotiva vuole promuovere un impiego consapevole del cibo nella sua interezza. Il recupero alimentare si allinea così al recupero della dignità umana.

La squadra di cantiere sta lavorando costantemente per terminare la struttura in tempo per l’evento delle Olimpiadi: RefettoRio sarà pronto ad aprire le sue porte il prossimo Agosto per accogliere persone in difficoltà e in condizione di vulnerabilità sociale.

Segnate in agenda: RefettoRio aprirà presto.
Vi terremo costantemente aggiornati.

 


Theater of Life debutta a Montreal con un ricco programma di iniziative culturali

 Dimenticate le classiche première da red carpet: il documentario sul Refettorio Ambrosiano verrà lanciato con un corollario di eventi interattivi. Dal 25 al 29 Maggio, il Phi Centre ospiterà al suo interno una mostra fotografica, una lectio magistralis, dimostrazioni culinarie e cene gastronomiche. Focus principale sarà lo spreco alimentare. 

Il Canada sarà il primo Paese a proiettare il documentario Theater of Life. Il regista Peter Svatek e il Canadian National Film Board hanno scelto la location del Phi Centre di Montreal per ospitare l’avant-première del film sulla storia del Refettorio Ambrosiano di Milano e quelle di alcuni ospiti accolti alla mensa. Una prova evidente di come la cultura possa essere creata anche a partire dallo spreco alimentare.

Il Phi Centre è più di uno spazio per proiezioni: è un centro accogliente e punto focale per le arti multidisciplinari, che stimola la convergenza e la contaminazione di idee. Motivo per cui si è immediatamente palesato come struttura ideale per lanciare il documentario e conoscere da vicino la missione di Food for Soul. In questa occasione, lo chef Massimo Bottura terrà delle dimostrazioni culinarie e cucinerà per una cena di gala basate sui principi anti-spreco dell’associazione.

Tenendo sempre in considerazione l’estensione globale della problematica, le attività di Theater of Life coinvolgeranno, accanto a chef canadesi, altri professionisti della cucina provenienti da diverse nazioni del mondo. David Hawksworth e Antonio Park -due famosi cuochi canadesi- saranno protagonisti di demo culinarie. Inoltre, Enrique Olvera raggiungerà il Canada dal suo ristorante in Messico per cucinare una seconda cena di gala in collaborazione con lo chef John Winter Russell e il pastry chef Patrice Demers.

Il 25 Maggio, il vice presidente della James Beard Foundation Mitchell Davis modererà una conferenza con Winter Russell, Jeremy Charles -entrambi chef ospiti del Refettorio Ambrosiano nell’Ottobre 2015- , lo stesso Bottura, Antonio Park e Jean-Francois Archambaut, fondatore di la Tablée des Chefs.

Possiamo solo immaginare cosa risulterà da un simile contenitore di idee; sicuramente, aiuterà noi di Food for Soul ad ampliare le prospettive del nostro lavoro. Nel contempo, Theater of Life rafforzerà la nostra missione ricordando dove tutto è iniziato.


Food for Soul arriva a Bologna

 Il progetto Food for Soul partirà ufficialmente il prossimo 9 Maggio: in collaborazione con l’Antoniano Onlus, l’associazione potenzierà il servizio e la struttura della mensa Padre Ernesto di Bologna

Grazie alla sinergia di Food for Soul con Antoniano Onlus, la mensa Padre Ernesto di Bologna aprirà le sue porte anche a cena. La data d’avvio del progetto è ormai ufficiale: dal prossimo 9 Maggio, gli chef dell’Emilia Romagna dell’associazione CheftoChef cucineranno ogni lunedì per circa 60 ospiti, utilizzando solo le eccedenze alimentari donate da supermercati, produttori e aziende agroalimentari della regione. Il primo a prendere posto ai fornelli sarà Max Poggi; seguiranno da calendario gli altri chef dell’associazione, tra cui anche Massimo Bottura, ideatore di Food for Soul.

Il progetto mira principalmente a coprire la fascia critica serale e ad accogliere intere famiglie in difficoltà, bambini inclusi; una sfida che il direttore della mensa frate Alessandro Caspoli e l’intera associazione onlus dell’Antoniano hanno accettato, e che porterà la struttura a confrontarsi con nuove realtà e nuovi paradigmi dell’accoglienza. Accanto alla disponibilità di chef e produttori, la mensa Padre Ernesto gioverà del contributo di numerosi partner tecnici per la fornitura di attrezzature e materiale, così come per gli interventi di ristrutturazione e abbellimento dei locali. Verrà quindi allineata con la missione Food for Soul nel rendere l’arte e la bellezza alla portata di tutti e accessibili a tavola: seguendo le esigenze della comunità locale e le necessità contingenti alla realtà familiare, la mensa Padre Ernesto potrà diventare un punto di riferimento della città di Bologna e costituirsi come centro culturale oltre il pasto.

Photo credits: Il resto del Carlino

 


ShareTheMeal: la nuova app che combatte la fame in un tocco

 Un team tedesco ha sviluppato un’app in grado di sfamare un bambino con 40 centesimi al giorno. Insieme al Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, ShareTheMeal punta a costruire un mondo a zero fame.

Attualmente, 795 milioni di persone intorno al mondo sono denutrite: una persona su nove non ha accesso a cibo ed energie a sufficienza per la giornata. Uno su sei bambini (circa 100 milioni) nei paesi in via di sviluppo, inoltre, è sottopeso. Ma quanto costa davvero un pasto giornaliero per bambino?

La risposta del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite è 40 centesimi. Quella che può essere vista come una cifra irrealistica e approssimativa, è solamente una media: in alcune regioni del mondo, così come in particolari situazioni contingenti, il costo reale può essere anche più basso. Una cifra tanto esigua può essere colmata da un semplice gesto come quello di un tocco. É l’idea da cui Sebastian Stricker e Bernhard Kowatsch sono partiti per creare un app che potesse aiutare a costruire un mondo senza fame: ShareTheMeal.

ShareTheMeal raccoglie fondi per i pasti forniti dal Programma Alimentare Mondiale e li traccia fino a destinazione: gli utenti potranno così scoprire in quale regione del mondo verranno destinate le donazioni. Con un tocco sullo smartphone, è possibile donare 40 centesimi (o più) per sfamare un bambino al giorno. La composizione dei pasti varia a seconda delle circostanze per cui sono destinati a supplire: in casi di emergenza, per esempio, vengono forniti pasti ad alto contenuto nutrizionale, come biscotti fortificati e altri alimenti che non richiedono cottura. In situazioni più stabili, i bambini ricevono pasti a  scuola che possono includere una colazione a base di porridge e un pranzo con mais e fagioli o piselli. Ogni bambino ha la propria porzione; per molti, questi sono gli unici pasti di tutta la giornata -o i più nutrienti.

Un nostro gesto quotidiano può essere molto più importante di quanto crediamo: la metà del costo di un caffé può riempire lo stomaco di un bambino per un giorno intero. La fruibilità immediata dell’app rende il tutto molto più semplice: l’unica cosa che manca è il tuo tap sullo smartphone.


Cooking is a call to act. Il discorso di Massimo Bottura al MAD Symposium

 Etica, estetica, responsabilità sociale. La ricetta per il futuro del cibo presentata da Massimo Bottura 

“Possiamo alleviare la fame con una gestione sapiente dello spreco alimentare?”

Ponendo questa domanda al pubblico del Sydney Opera House, Massimo Bottura ha presentato Food for Soul in un discorso intitolato “Cooking is a call to act -Cucinare è un appello ad agire”. Lo scorso 3 Aprile ha preso parte all’edizione australiana del MAD Symposium insieme ad altri grandi pensatori del sistema agroalimentare contemporaneo: René Redzepi, Chido Govera, David Chang e Kylie Kwong.

Il tema principale del discorso è stato la responsabilità sociale degli chef. Massimo ha condiviso la sua storia personale e quella dell’Osteria Francescana per spiegare come e quando è diventato consapevole del suo ruolo fuori dalla cucina. Anche se pavimentata da buone intenzioni e lavoro duro, la strada del successo non è sempre facile da percorrere: come nell’esperienza personale di Massimo, per cui le migliori idee sono spuntate fuori come risposta agli imprevisti paratisi lungo il percorso. Questo lo ha condotto a una profonda presa di coscienza: il tempo degli chef come somma delle loro ricette è finito. Cucinare può porsi come una risposta alle necessità delle comunità locali, così come un’utile arma contro le maggiori problematiche contemporanee.

Il MAD Symposium ha chiesto ai relatori di rispondere alla domanda: qual è il futuro del cibo? Massimo ha proposto la sua unica ricetta di etica, estetica, responsabilità, consapevolezza e, soprattutto, l’ingrediente che porterà gli chef verso il loro nuovo ruolo: la cultura.

Il video completo del discorso è disponibile qui.

 


Il Salone del Mobile incontra Food for Soul

 In occasione del Salone del Mobile di Milano, Food for Soul scende in campo per incontrare il pubblico al Refettorio Ambrosiano e promuovere la partnership con Grundig 

Il Refettorio Ambrosiano sarà uno dei luoghi protagonisti del prossimo Fuorisalone della Milano Design Week, che con un calendario ricco di eventi e iniziative aprirà le porte ai visitatori dal 12 al 17 Aprile. In particolare, il Refettorio ospiterà l’installazione “Ut unum”, specificatamente creata per il sito dell’architetto Anna Barbara. Il progetto vuole offrire non solo una riflessione sul valore della luce intesa come elemento simbolico, ma anche un invito a continuare a diffondere i valori Food for Soul: a comporre l’opera, infatti, sono tessuti provenienti da scarti industriali, gli stessi scarti che diventano qui risorsa di bellezza e creatività. “Il Salone del Mobile è la manifestazione culturale più importante non solo di Milano ma d’Italia; è quindi giusto che il Refettorio Ambrosiano vi faccia parte e testimoni la sua capacità progettuale, presentando oggetti utili e belli.” Così ha dichiarato Davide Rampello, curatore culturale del Refettorio. A concludere il programma di eventi sarà un pranzo preparato dallo chef Andrea Aprea del ristorante VUN la domenica 17.

Ma l’associazione Food for Soul non si fermerà solo in Piazza Greco: uscirà dal luogo in cui è nata per incontrare il pubblico al Salone del Mobile. Qui verrà presentata ufficialmente la partnership con Grundig, confermando così l’impegno dell’azienda nella lotta contro lo spreco alimentare e nella promozione della sostenibilità ambientale. Nello stand Grundig verranno presentate ricette di recupero create da chef italiani, già amici del Refettorio Ambrosiano, tra cui Viviana Varese, i fratelli Costardi, Ugo Alciati e Matias Perdomo. Un’ottima occasione per rinnovare l’impegno comune contro la fame e lo spreco alimentare.