La nostra idea

In un mondo in cui un terzo del cibo prodotto viene buttato via, è possibile pensare allo spreco alimentare e alla fame come due facce della stessa medaglia? Noi crediamo di sì.
Food for Soul non è un progetto di beneficenza: è un progetto culturale. Oltre a essere una fonte di nutrimento, la condivisione di un pasto è anche un gesto d’inclusione. I nostri progetti si basano su tre assunti fondamentali:


Rendere visibile l’invisibile

Tutti i nostri pasti sono cucinati con ingredienti ricavati dalle eccedenze alimentari donateci dalla grande distribuzione e dai piccoli e medi produttori. Invitiamo rinomati chef a cucinare piatti nutrienti, salutari e stagionali, così da reinserire nella catena alimentare (con un valore aggiunto) prodotti alimentari altrimenti destinati alla discarica.

Etica ed estetica sono una cosa sola

I Refettori si nutrono di contaminazioni d’arte, design e bellezza: vogliamo ricreare ambienti che siano d’ispirazione per gli ospiti e per la comunità intera. Per questo, raccogliamo fondi per ristrutturare spazi abbandonati in aree periferiche o marginalizzate, e coinvolgiamo in questa fase architetti, artisti e designer che donino il loro contributo alla realizzazione dello spazio.

Cucinare è un appello ad agire

Offrire un pasto è un gesto di inclusione. I nostri volontari servono gli ospiti direttamente al tavolo affinché possa crearsi prima di tutto un contatto umano. In un’ottica più estesa, miriamo a costituire i Refettori come centri culturali di riferimento per le comunità coinvolte, dove possano crearsi legami solidali attraverso tutte le fasce sociali.