Una giovane e coraggiosa startup italiana combatte lo spreco dell’industria agrumicola attraverso una soluzione che connette l’industria alimentare a quella della moda. L’idea ha subito colpito l’opinione pubblica in Italia e, recentemente, ha raggiunto anche la corona svedese.

Il cibo può avere una seconda vita anche fuori dal piatto.

Basandosi su una profonda conoscenza dei materiali, delle tecniche e del territorio, un sempre crescente numero di aziende e startup sta avanzando proposte innovative per combattere lo spreco alimentare che non passino necessariamente dalla cucina.

Le ragazze di Orange Fiber rappresentano un esempio virtuoso di creatività e imprenditorialità di questo contesto. Il loro obiettivo è quello di connettere l’industria agrumicola italiana con la moda convertendo lo scarto di agrumi (attestato intorno alle 700.000 tonnellate) in un tessuto sostenibile e arricchito di vitamine. L’idea ha catturato sin dall’inizio l’attenzione del pubblico e delle istituzioni, tra cui il Politecnico di Milano e due business angel, che hanno fatto sì che il sogno di Adriana ed Erica prendesse vita in una startup competitiva.

Oltre alla sostenibilità ambientale, la missione di Orange Fiber si concentra sul potenziamento del territorio. La Sicilia, infatti, non è solo la terra d’origine delle due fondatrici, ma anche la location candidata per l’avviamento della produzione. Consapevoli della crisi dell’industria agrumicola e dei bassi tassi di occupazione della regione, Orange Fiber vuole concentrare tutti i suoi sforzi in direzione del territorio, sperando così di portare un impatto positivo sull’economia e la società locale.

Di recente, Orange Fiber ha vinto il Global Change Award, la gara d’innovazione lanciata dalla H&M Conscious Foundation. Grazie a un premio di 150.000 euro e un anno di supporto e formazione della stessa fondazione, insieme a Accenture e il KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, il progetto sarà sviluppato e potenziato Così da poter espandere la sua rete e crescere in scala.

Premiando Adriana ed Erica, i professionisti della moda presenti in giuria hanno esternato il loro interesse nel potenziale di Orange Fiber e in tutti i benefici che l’idea porterà all’industria della moda. Benefici di cui potrà giovare anche l’industria alimentare, l’ambiente e, soprattutto, l’isola soleggiata al profumo d’agrumi da cui tutto è iniziato.